Scritti dal libro " Dalla vita di un alpinista di Julis Kugy

Scritti dal libro " Dalla vita di un alpinista di Julis Kugy

Messaggiodi Fernando Morelli » 15 novembre 2017, 13:05

Leggendo il libro " Dalla vita di un alpinista di Julius Kugy" ho rintracciato alcune frasi sulle orchidee delle Alpi Giulie negli anni intorno al 1870.
A poco a poco il Carso mi schiuse la sua aspra bellezza e mi prese nel suo fascino meraviglioso. Com'è bella la sua flora.....................M'arrestavo estasiato davanti alla dovizia multiforme e multicolore di orchidee sopra Roiano o nel bosco di Lipizza, davanti alla figura grottesca di sinistro avventuriero del Limodorum abortivum, o all'oscillante fiorita dell'Himantoglossum hircinum, davanti alla gialla e alla rossastra Orchis sambucina, alla eretta Orchis mascula e alla regale Orchis fusca............ Ben presto si venne ad un accordo tra me e il Baumbach, con mio grande vantaggio: io dovevo fornirgli tutte le orchidee del Carso e in cambio potevo scegliermi essenze rare o rarissime della flora germanica..............Adempivo con grande zelo i miei impegni col Baumbach e un giorno scopersi una nuova orchidea che nessuno conosceva; e siccome io non ne avevo l'autorità, l'orchidea fu descritta e battezzata -Orchis provincialis Valle Roiano 1873 - dal Nestore dei nostri botanici di allora, Muzio Tommasini.
Spero che queste frasi possano interessare qualcuno, Fernando
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Re: Scritti dal libro " Dalla vita di un alpinista di Julis Kugy

Messaggiodi luciano r. » 19 novembre 2017, 0:26

Grazie per la condivisione!
Purtroppo, come si può immaginare, la periferia di Trieste non è certo come quella di fine 1800, e la provincialis, presente ai tempi di Kugy ma anche a inizio XX secolo, non è più stata ritrovata, ed è così attualmente mancante in tutta la Regione Friuli Venezia Giulia, sebbene sia stata ritrovata da amici triestini a non più di 300 mt dal confine con l'Italia in territorio sloveno.
Per quanto riguarda l'Orchis fusca (Jacq.), si tratta in realtà della purpurea (da come la descrive, regale, non ci sono dubbi!); l'Hircinum molto probabilmente era in reealtà l'Adriaticum, specie abbastanza frequente sul Carso Triestino ancora oggi; le altre sono specie abbastanza comuni, per fortuna il Carso è tuttora rimasto poco antropizzato, grazie anche al tipo di suolo e alle numerosissime cavità presenti.
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