G.I.R.O.S. - Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee

Solo il fiore che lasci sulla pianta è tuo. (Aldo Capitini)
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MessaggioInviato: 14 dicembre 2013, 10:39 
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Systematic revision of Platanthera in the Azorean archipelago: not one but three species, including arguably Europe’s rarest orchid
Richard M. Bateman, Paula J. Rudall, Mónica Moura


Abstract

Background and Aims. The Macaronesian islands represent an excellent crucible for exploring speciation. This dominantly phenotypic study complements a separate genotypic study, together designed to identify and circumscribe Platanthera species (butterfly-orchids) on the Azores, and to determine their geographic origin(s) and underlying speciation mechanism(s).

Methods. 216 individuals of Platanthera from 30 Azorean localities spanning all nine Azorean islands were measured for 38 morphological characters, supported by light and scanning electron microscopy of selected flowers. They are compared through detailed multivariate and univariate analyses with four widespread continental European relatives in the P. bifolia-chlorantha aggregate, represented by 154 plants from 25 populations, and with the highly misleading original taxonomic descriptions. Physiographic and ecological data were also recorded for each study population.

Key Results. Despite limited genetic divergence, detailed phenotypic survey reveals not one or two but three discrete endemic species of Platanthera that are readily distinguished using several characters, most floral: P. pollostantha (newly named, formerly P. micrantha) occupies the widest range of habitats and altitudes and occurs on all nine islands; P. micrantha (formerly P. azorica) occurs on eight islands but is restricted to small, scattered populations in laurisilva scrub; the true P. azorica appears confined to a single volcanigenic ridge on the central island of São Jorge.

Conclusions. Although hybridity seems low, the excess of phenotypic over genotypic divergence suggests comparatively recent speciation. The most probable of several credible scenarios is that Azorean Platantheras represent a single migration to the archipelago of airborne seed from ancestral population(s) located in southwest Europe rather than North America, originating from within the P. bifolia-chlorantha aggregate. We hypothesise that an initial anagenetic speciation event, aided by the founder effect, was followed by the independent origins of at least one of the two rarer endemic species from within the first-formed endemic species, via a cladogenetic speciation process that involved radical shifts in floral development, considerable phenotypic convergence, and increased mycorrhizal specificity. The recent amalgamation by IUCN of Azorean Platantheras into a single putative species on their Red List urgently requires overruling, as (a) P. azorica is arguably Europe’s rarest bona fide orchid species and (b) the almost equally rare P. micrantha is one of the best indicators of semi-natural laurisilva habitats remaining on the Azores. Both species are threatened by habitat destruction and invasive alien plants. These orchids constitute a model system that illustrates the general advantages of circumscribing species by prioritising field-based over herbarium-based morphological approaches.


PDF ONLINE:
https://peerj.com/articles/218/



Al di là della nuova specie descritta, mi sembra molto interessante l'approccio e la mole di lavoro che ci sta dietro! :applauso:
Sarebbe ora che iniziassimo ad abituarci a certi standard... :roll:

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Luca

«Nomina si nescis, perit et cognito rerum» - Se si ignora il nome delle cose, se ne perde anche la conoscenza. C. Linnaeus, Philosophia botanica (1751)

«I was much struck how entirely vague and arbitrary is the distinction between species and varieties. Charles Darwin, On the Origin of Species (1859)

«This disagreement regarding bee orchid diversity represents a particularly extreme example of a phenomenon that frequently afflicts taxonomy - a dichotomy between researchers who divide natural variation into as many units as possible (splitters) and others who aggregate those subtly different units into entities that they consider to be either more easily recognised or more biologically meaningful (lumpers)» - R.M. Bateman

«Un fiore, anche il più insignificante, è la mirabile risultanza di un collaudato progetto genomico, di precisi equilibri ecologici, dell'azione congiunta del sole, del terreno, della pioggia e della rugiada, del vento e degli insetti impollinatori. Quale unica specie consapevole della complessità di questi processi e della preziosità del risultante dono, è nostro dovere promuoverne la conoscenza e prodigarci per la sua protezione» - G. Sciarretta


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MessaggioInviato: 14 dicembre 2013, 16:51 
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Ciao Luca,
davvero interessante....
Mi puoi fare una cortesia, mi traduci quest'ultimo pensiero:
"These orchids constitute a model system that illustrates the general advantages of circumscribing species by prioritising field-based over herbarium-based morphological approaches."
perchè quello che esce dal traduttore non è molto chiaro mi piacerebbe capire bene.
Un abbraccio da
Massimo


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MessaggioInviato: 16 dicembre 2013, 11:57 
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La traduzione letterale dovrebbe essere qualcosa del tipo:
Queste orchidee costituiscono un sistema modello che illustra i vantaggi generali di circoscrivere le specie con approcci morfologici principalmente basati su piante fresche (in campo) rispetto ad essiccata (in erbario).

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MessaggioInviato: 16 dicembre 2013, 16:14 
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Luca Oddone ha scritto:
La traduzione letterale dovrebbe essere qualcosa del tipo:
Queste orchidee costituiscono un sistema modello che illustra i vantaggi generali di circoscrivere le specie con approcci morfologici principalmente basati su piante fresche (in campo) rispetto ad essiccata (in erbario).


Perfetto Luca,
Era quello che avevo capito.... e mi sembra interessante il pensiero della validità dell'approccio morfologico per la determinazione di una specie.
Un caro saluto da
Massimo


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MessaggioInviato: 16 dicembre 2013, 19:14 
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Massimo, l'articolo è lungo una ventina di pagine... la frase va contestualizzata nell'ambito di una ricerca molto più ampia fatta non solo di analisi morfologiche, ma anche di analisi genetiche e storiche. Le analisi morfologiche certamente rimangono valide ma non dovrebbero essere le uniche, come del resto hanno fatto questi autori. La frase che hai proposto si riferisce all'importanza, per le analisi morfologiche, di preferire misurazioni su campioni "freschi" piuttosto che su campioni d'erbario... ma questo vien da sé, per esempio se si vogliono misurare parametri di una pianta che seccando perdono di significatività rispetto alle condizioni in vivo (es. larghezza e lunghezza di una foglia). Occorre poi considerare il fatto che stiamo parlando di un arcipelago decisamente isolato dalle coste continentali, dove probabilmente gli aspetti morfologici, gioco forza, rispecchiano una differenza genetica conseguente ad un isolamento geografico. Gli autori infatti si riferiscono in modo specifico ad un determinato contesto e a quelle specie di orchidee. Come già scritto in altre occasioni la base del problema resta la non corrispondenza di fondo tra concetto morfologico di specie e concetto filogenetico (PSC) o biologico di specie (BSC). Chi descrive nuove specie (per questione di tempi e/o di mezzi) lo fa di solito solo su base morfologica senza preoccuparsi se si tratta di un gruppo monofiletico (secondo il PSC) o isolato riproduttivamente (come vuole il BSC). La cosa ottimale sarebbe una integrazione di questi tre sistemi, e il lavoro svolto in questo articolo analizza tutti questi aspetti.

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Luca

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MessaggioInviato: 16 dicembre 2013, 23:22 
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Ciao Luca,
Chiaramente il "pensiero" va contestualizzato.
Peraltro in altre parti dell'abstract viene ben specificato (sempre se ho ben capito) che è stata compiuta un'approfondita analisi morfologica.
Ribadisco che si tratta di un pensiero interessante vista la presenza di Bateman..... :innocente:
Un caro saluto da
Massimo


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MessaggioInviato: 17 dicembre 2013, 11:33 
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Si, il primo periodo da una buona visione del lavoro: Uno studio principalmente fenotipico complementato da uno studio genetico, pensati insieme per identificare e circoscrivere le specie di Platanthera della Azzorre, e determinare la loro origine geografica ed evidenziare i meccanismi di speciazione. Si parla di micromorfologia fatta al microscopio elettronico a scansione, supportata da analisi statistiche univariate e multivariate... diciamo che è uno studio morfologico un po' diverso dalla semplice comparazione che abbiamo in mente e a cui certi lavori italiani ci hanno abituato. :occhilino: :felice:
Condivido comunque certamente l'importanza di integrare morfologia e genetica. Prese singolarmente non sono altro che un singolo elemento, di un quadro molto più ampio. Forse la soluzione migliore per dipanare la matassa è considerare che l'unione fa la forza. Se integriamo tra loro i vari metodi d'indagine che abbiamo a disposizione (anzichè solo la genetica, solo la morfologia, solo l'isolamento riproduttivo/impollinatori, solo i funghi simbionti) allora arriveremo sicuramente a visualizzare un quadro molto più vicino a quella che è la realtà evolutiva, con risultati più affidabili. :ok:

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MessaggioInviato: 17 dicembre 2013, 13:23 
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Abbiamo parlato di questo articolo sul forum francese...
Alcuni dicono que la nuova Platanthera descritta nell'articolo non sarebbe una nuova specie pero un ibrido tra le 2 altre specie presenti su questa isola...

E poi non tutti sono d'accordo con la denominazione "Europe’s rarest orchid"... :felice:
C'è anche l'Ophrys philippi, l'Ophrys nestoris, l'Epipactis olympica, la Goodyera macrophylla,...


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